Cultura Cresce 2026: requisiti, importi e scadenza
Verificato sulla fonte ufficiale il 19/10/2026 · Revisione di Luca Olovrap
La misura Cultura Cresce finanzia la nascita, la crescita e il consolidamento di iniziative imprenditoriali nelle filiere culturali e creative con sede operativa in Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. L'agevolazione complessiva copre fino all'80% delle spese ammissibili (investimenti fino a 2.500.000 € per PMI e 500.000 € per Terzo settore) combinando un finanziamento a tasso zero (fino al 40%-50%) e un contributo a fondo perduto (fino al 30%-40%), oltre a 10.000 € in servizi di tutoring. Lo sportello su Invitalia apre il 10/12/2025 ed è a sportello continuo fino a esaurimento delle risorse disponibili.
Cultura Cresce: cos’è e cosa finanzia
«Cultura Cresce» è l'avviso pubblico del Ministero della Cultura (Direzione Generale Creatività Contemporanea), attuato da Invitalia SpA, nell'ambito del Programma Nazionale Cultura (PN Cultura - FESR) 2021-2027, Azione 1.3.1. Lo strumento è volto a favorire la nascita, la crescita e il posizionamento competitivo delle imprese nei settori culturali e creativi (ICC), stimolando l'occupazione, la sostenibilità e l'inclusione sociale nelle aree del Mezzogiorno.
L'avviso prevede una dotazione finanziaria complessiva di 142.455.690 €, di cui 85.473.414 € destinati ai finanziamenti a tasso zero, 53.401.920 € a contributi a fondo perduto e 3.580.356 € riservati ai servizi reali di tutoring tecnico-gestionale.
L'intervento si articola in tre Capi:
- Capo A: consolidamento di PMI culturali e creative costituite da oltre 5 anni;
- Capo B: supporto a nuove PMI costituite da meno di 5 anni e a persone fisiche intenzionate ad avviare un'impresa culturale e creativa;
- Capo C: sostegno a imprese sociali, Enti del Terzo Settore (ETS), associazioni e fondazioni costituiti da almeno 2 anni che svolgono attività economica.
Chi può partecipare
- Avere (o attivare) la sede operativa del programma in una delle seguenti regioni: Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia (la sede legale può trovarsi altrove).
- Rientrare nei parametri dimensionali di micro, piccola o media impresa (PMI) ai sensi della Raccomandazione 2003/361/CE (non sono considerate PMI quelle con partecipazione pubblica pari o superiore al 25%).
- Rientrare nella qualifica di Impresa Culturale e Creativa (ICC) ai sensi dell'art. 25 della Legge n. 206/2023 e del DM n. 402 del 25/10/2024 (attività esclusiva o prevalente con oltre il 50% del fatturato generato nei settori culturali ammessi), oppure risultare iscritti nell'apposita Sezione Speciale ICC del Registro delle Imprese.
- Operare in una delle filiere ammesse: Musica; Audiovisivo e radio (cinema, televisione, videogiochi, multimedia, software); Teatro, danza e arti performative; Patrimonio culturale materiale e immateriale (archivi, biblioteche, musei); Arti visive e fotografia; Architettura e Design; Letteratura ed editoria; Moda e Artigianato artistico.
- Requisiti specifici di anzianità: Capo A (iscritti da oltre 5 anni al Registro Imprese); Capo B (iscritti da meno di 5 anni o persone fisiche con costituzione entro 60 giorni dall'ammissione); Capo C (costituiti da almeno 2 anni ed iscritti al Registro Imprese o al REA, e se ETS iscritti o in fase di iscrizione al RUNTS).
- Disponibilità della sede operativa attestata da titolo registrato (locazione o proprietà) valido per almeno 3 anni decorrenti dalla data di ultimazione del progetto, conforme alla normativa edilizia, urbanistica e di sicurezza.
- Regolarità contributiva verificata mediante DURC e conformità alle normative ambientali e lavoristiche.
- Rispetto dell'obbligo di assicurazione contro i danni da calamità naturali ed eventi catastrofali ex L. 213/2023 (dal 01/10/2025 per le medie imprese e dal 01/01/2026 per micro e piccole imprese).
- Pieno esercizio dei diritti civili e societari: non trovarsi in stato di liquidazione o concordato/fallimento e non essere considerata «impresa in difficoltà».
- Rispetto del principio DNSH (Do No Significant Harm ex Reg. UE 2020/852) e della Direttiva 2011/92/UE.
- Obbligo di prevedere l'assunzione di almeno 1 unità di personale a tempo indeterminato e l'incremento del fatturato nell'anno successivo al progetto pari o superiore alla crescita pregressa.
- Mantenere l'attività e i beni agevolati per almeno 3 anni dalla conclusione dell'intervento.
- Attività economiche relative all'ambito «stampa e periodici», sia in formato cartaceo che elettronico, escluse ai sensi dell'art. 53 GBER.
- Imprese partecipate da enti pubblici per una quota pari o superiore al 25%.
- Soggetti colpiti da cause di divieto o decadenza antimafia (D.Lgs. 159/2011) o da sanzioni interdittive (D.Lgs. 231/2001, art. 9).
- Imprese che hanno ricevuto aiuti di Stato dichiarati illegali o incompatibili dalla Commissione Europea e non rimborsati (clausola Deggendorf), o con ordini di recupero pendenti.
- Acquisizione di beni con formule «chiavi in mano», contratti di locazione finanziaria (leasing) o realizzati mediante commesse interne.
- Operazioni e contratti stipulati con soggetti correlati (soci, amministratori, dipendenti o loro parenti e affini, o imprese collegate/partecipate reciprocamente).
- Soggetti che presentano più domande a valere sul medesimo avviso, salvo quanto disciplinato per le singole istanze nei progetti aggregati.
Quanto si ottiene
| Copertura complessiva agevolazione | Fino all'80% delle spese ammissibili (copertura residua 20% a carico dell'impresa con mezzi propri o credito bancario ordinario) |
|---|---|
| Capo A e Capo B: Quota Fondo Perduto | Fino al 30% della spesa complessivamente ammessa |
| Capo A e Capo B: Finanziamento agevolato | Fino al 50% della spesa complessivamente ammessa (tasso 0%, rimborso massimo 10 anni in rate semestrali) |
| Capo A e Capo B: Massimale spesa di progetto | Fino a 2.500.000 € |
| Capo C: Quota Fondo Perduto | Fino al 40% della spesa complessivamente ammessa |
| Capo C: Finanziamento agevolato | Fino al 40% della spesa complessivamente ammessa (tasso 0%, rimborso massimo 10 anni in rate semestrali) |
| Capo C: Massimale spesa di progetto | Fino a 500.000 € |
| Agevolazione massima concedibile per singola PMI | 2.000.000 € (pari all'80% su un investimento di 2.500.000 €) |
| Servizi reali di Tutoring tecnico-gestionale | Fino a 10.000 € erogati da Invitalia in regime de minimis |
Spese ammesse e non ammesse
Spese ammesse
- Impianti produttivi, macchinari, attrezzature, arredi e mezzi mobili (questi ultimi ammessi se strettamente funzionali e necessari all'attività produttiva o di servizio).
- Beni immateriali a utilità pluriennale: brevetti, marchi, licenze d'uso, software informatici, know-how, certificazioni e competenze tecniche (richiesta perizia giurata da tecnico abilitato iscritto all'ordine professionale).
- Opere murarie e impianti generali di servizio dell'immobile: ammessi nel limite massimo del 20% del programma di investimenti ammissibile complessivo.
- Consulenze specialistiche strettamente connesse al progetto (es. installazione impianti tecnologici, sviluppo software e piattaforme web, supporto tecnico-legale per marchi e licenze, studi di fattibilità per opere murarie).
- Capitale circolante (riconosciuto nel limite massimo del 20% delle spese di investimento complessivamente ammesse) per: materie prime, materiali di consumo, prodotti finiti, utenze della sede, canoni di locazione dell'immobile agevolato, servizi d'impresa, stipendi per personale dipendente a tempo indeterminato/determinato (esclusi stage/tirocini/co.co.co) e costo della fideiussione bancaria/assicurativa per l'anticipo.
Spese non ammesse
- Mera sostituzione di impianti, macchinari e attrezzature già esistenti o semplici interventi di manutenzione ordinaria.
- Beni e servizi acquistati con la formula del «chiavi in mano».
- Beni e attrezzature acquistati mediante contratti di locazione finanziaria (leasing).
- Lavorazioni e spese eseguite mediante commesse interne all'azienda.
- Spese per il personale relative a stage, tirocini e collaborazioni coordinate e continuative (Co.co.co).
- Canoni di locazione relativi a immobili di proprietà dei soci o del coniuge.
- Spese per acquisto di beni e servizi forniti da soci, amministratori, dipendenti o da loro congiunti, o da società con vincoli di collegamento o partecipazioni reciproche.
- IVA recuperabile o detraibile (ammessa solo se non recuperabile per legge e debitamente documentata).
- Fatture prive del Codice Unico di Progetto (CUP) o dell'identificativo CREM e della dicitura ufficiale del bando.
- Spese non conformi al principio DNSH (Do No Significant Harm).
Scadenze e tempistiche
- 10/12/2025, ore 12:00Apertura sportello telematico: Inizio ricezione delle domande di agevolazione sulla piattaforma online di Invitalia.
- Chiusura dello sportelloProcedura a sportello: domande aperte fino a esaurimento delle risorse finanziarie disponibili.
- Termine stipula contrattoEntro 60 giorni dalla comunicazione del provvedimento di ammissione (per le persone fisiche di Capo B, entro 60 giorni per dimostrare la costituzione societaria).
- Richiesta anticipazioneEntro e non oltre 6 mesi dalla stipula del contratto di finanziamento (fino al 40% dell'aiuto con fideiussione, o sul solo circolante).
- Completamento del programma di investimentiEntro 24 mesi dalla firma del contratto di finanziamento con Invitalia.
- Invio rendicontazione SAL a saldoEntro 27 mesi dalla stipula del contratto di finanziamento.
Come presentare la domanda
- Accesso al portale InvitaliaAccedere all'area riservata della piattaforma telematica di Invitalia (www.invitalia.it) utilizzando le credenziali di autenticazione digitale (SPID, CIE o CNS).
- Compilazione del format e del piano d'impresaCompilare online la domanda di partecipazione e redigere il Piano d'Impresa dettagliando piano investimenti, aspetti tecnici e organizzativi, mercato di sbocco, profilo della compagine e ricadute occupazionali.
- Caricamento degli allegati e dichiarazioniCaricare le dichiarazioni sostitutive di atto notorio (DSAN requisiti generali, dimensione PMI, de minimis, antimafia sopra i 150.000 €, rispetto DNSH, antiriciclaggio), i bilanci o scritture contabili e i curricula della compagine.
- Firma digitale e invio telematicoSottoscrivere digitalmente il modulo di domanda e tutti gli allegati da parte del legale rappresentante (o del proponente per le società da costituire) ed effettuare la trasmissione telematica, ottenendo la ricevuta con protocollo e codice CREM.
- Colloquio di valutazione di meritoPartecipare obbligatoriamente al colloquio di approfondimento con la commissione di Invitalia (convocazione via PEC), a cui devono prendere parte il legale rappresentante e i soci con ruoli operativi.
Come vengono selezionate le domande
La procedura è valutativa a sportello secondo l'ordine cronologico di presentazione delle domande (ex art. 5 D.Lgs. 123/1998) fino a esaurimento fondi. L'iter istruttorio comprende una verifica di ammissibilità formale e una valutazione di merito approfondita con colloquio obbligatorio tra proponenti ed esperti di Invitalia. I criteri considerano l'adeguatezza del team, l'analisi di mercato, la sostenibilità economico-finanziaria, l'impatto occupazionale/culturale/sociale e premialità per giovani, donne e rating di legalità. L'istruttoria si conclude entro 60 giorni dalla presentazione della domanda completa.
Erogazione e obblighi
Le agevolazioni vengono erogate a richiesta tramite presentazione di Stati Avanzamento Lavori (SAL), fino a un massimo di 5 tranche inclusa l'eventuale anticipazione. L'anticipo è concedibile entro 6 mesi dal contratto fino al 40% dell'aiuto previa fideiussione bancaria o assicurativa a prima richiesta (oppure fino al 40% della sola quota di capitale circolante previa presentazione di impegni di spesa). I SAL intermedi richiedono titoli quietanzati, ma è ammessa la presentazione di fatture di investimento non quietanzate fino al 30% degli aiuti concessi, da saldare prima del SAL successivo. L'ultimo SAL a saldo non può essere inferiore al 10% del totale investimenti e richiede saldo integrale e relazione tecnica finale. Tra gli obblighi: mantenere i beni e la sede attiva per almeno 3 anni dalla chiusura, assumere almeno 1 dipendente a tempo indeterminato e rimborsare il finanziamento in 10 anni (rate semestrali 31 maggio e 30 novembre). La revoca (parziale o totale) è prevista per mancata ultimazione in 24 mesi, mancato invio del saldo entro 27 mesi, mancato pagamento di oltre 2 rate del finanziamento, irregolarità o false dichiarazioni.
Regime di aiuto: Capo A: Art. 53 Regolamento (UE) n. 651/2014 (GBER) o in alternativa Regolamento (UE) 2023/2831 (de minimis). Capo B: Art. 22 Regolamento (UE) n. 651/2014 (GBER) o in subordine Regolamento (UE) 2023/2831 (de minimis). Capo C: Esclusivamente Regolamento (UE) 2023/2831 (de minimis). Servizi di tutoring per tutti i Capi concessi in regime de minimis.
Cumulabilità: Le agevolazioni sono cumulabili con altre misure pubbliche configurabili come aiuti di Stato (inclusi gli aiuti de minimis) purché il cumulo rispetti le intensità massime di aiuto stabilite dalla normativa europea applicabile. È tassativamente vietato il doppio finanziamento delle medesime voci di costo.
Documenti ufficiali
- WEBPagina ufficiale del bandoMinistero della Cultura
- DOCSito della Direzione Generale Creatività Contemporanea
- PDFAvviso Pubblico Cultura Cresce (PDF)
Cultura Cresce: domande frequenti
Chi può partecipare a Cultura Cresce?
Possono partecipare micro, piccole e medie imprese culturali e creative (PMI costituite da oltre 5 anni per il Capo A, costituite da meno di 5 anni o persone fisiche costituende per il Capo B), nonché imprese sociali, ETS, associazioni e fondazioni con attività economica costituite da almeno 2 anni per il Capo C. È obbligatorio che il progetto venga realizzato presso una sede operativa situata in Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna o Sicilia.
Quanto si ottiene con Cultura Cresce e quale quota è a fondo perduto?
L'intervento copre fino all'80% delle spese ammissibili. Per i Capi A e B (investimenti fino a 2.500.000 €) si ottiene fino al 30% a fondo perduto e fino al 50% con finanziamento a tasso zero. Per il Capo C (progetti fino a 500.000 €) il fondo perduto arriva fino al 40% e il finanziamento a tasso zero fino al 40%. È inoltre concesso un contributo in servizi di tutoring pari a 10.000 €.
Quali spese sono ammesse nel bando Cultura Cresce?
Sono ammessi macchinari, impianti produttivi, attrezzature, arredi, mezzi mobili strettamente necessari, beni immateriali ad utilità pluriennale (brevetti, software, licenze, marchi con perizia giurata), opere murarie e impiantistiche (fino al 20% degli investimenti) e consulenze tecniche specialistiche. È inoltre ammessa una quota per capitale circolante (materie prime, canoni di affitto, utenze, salari di dipendenti, costi di fideiussione) fino al 20% delle spese di investimento.
Quando scade e da quando si presenta la domanda per Cultura Cresce?
Le domande possono essere inviate a partire dalle ore 12:00 del 10/12/2025. Non è prevista una scadenza prestabilita: lo sportello opera ad esaurimento delle risorse finanziarie disponibili.
Come si presenta la domanda per Cultura Cresce?
La domanda si trasmette esclusivamente online tramite la piattaforma telematica di Invitalia all'indirizzo www.invitalia.it previa autenticazione con credenziali digitali (SPID, CIE o CNS). È necessario compilare il piano d'impresa e allegare le autodichiarazioni (DSAN), bilanci e documentazione firmati digitalmente dal legale rappresentante o dal proponente.
Come vengono scelte le domande per l'avviso Cultura Cresce?
La procedura è a sportello valutativo: le domande sono esaminate in rigoroso ordine cronologico di presentazione fino all'esaurimento dei fondi. L'iter istruttorio si conclude entro 60 giorni e prevede una verifica formale di ammissibilità e una valutazione di merito con colloquio tecnico obbligatorio.
Quando arrivano i soldi di Cultura Cresce?
È possibile richiedere un anticipo fino al 40% delle agevolazioni entro 6 mesi dalla stipula del contratto, presentando fideiussione bancaria o assicurativa a garanzia. Successivamente l'erogazione avviene tramite stati di avanzamento lavori (fino a 5 SAL) a fronte di fatture quietanzate entro 80 giorni dalla verifica documentale.
Il contributo di Cultura Cresce va restituito?
La quota concessa come contributo a fondo perduto non va restituita, salvo inosservanza degli impegni o revoca del beneficio. La quota concessa come finanziamento agevolato a tasso zero deve invece essere restituita in un periodo massimo di 10 anni tramite rate semestrali costanti con scadenza il 31 maggio e il 30 novembre.
Cultura Cresce è cumulabile con altri aiuti e rientra nel de minimis?
Sì, l'agevolazione è cumulabile con altri aiuti pubblici nel rispetto delle intensità massime comunitarie e con divieto di doppio finanziamento della stessa spesa. A seconda del soggetto e del Capo di intervento, la misura applica l'art. 53 GBER, l'art. 22 GBER oppure il Regolamento de minimis (UE) n. 2023/2831; il tutoring da 10.000 € e il Capo C sono sempre in regime de minimis.
Le persone fisiche che non hanno ancora costituito una società possono partecipare a Cultura Cresce?
Sì, nell'ambito del Capo B le persone fisiche possono inoltrare domanda indicando il piano d'impresa e i curricula. In caso di esito positivo dell'istruttoria, hanno a disposizione 60 giorni di tempo dalla comunicazione di ammissione per formalizzare la costituzione della società, dimostrare i requisiti e stipulare il contratto di finanziamento.
È possibile presentare progetti in aggregazione di imprese per Cultura Cresce?
Sì, è ammessa la partecipazione di raggruppamenti costituiti da un minimo di 3 a un massimo di 5 imprese, uniti da un formale accordo di collaborazione. Ciascuna impresa presenta una domanda autonoma e funzionale, pur mantenendo sinergie operative all'interno del programma complessivo.
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Fonti e metodo
Scheda redatta da Bandio sulle fonti ufficiali di Ministero della Cultura, con verifica di Luca Olovrap il 19/10/2026. Le informazioni non sostituiscono il bando ufficiale: prima di presentare la domanda controlla sempre i documenti dell’ente. Hai trovato un errore? Segnalacelo.