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Tax Credit Cinema 2026: requisiti, importi e scadenza

Verificato sulla fonte ufficiale il 26/10/2026 · Revisione di Luca Olovrap

La misura concede un credito d'imposta ordinariamente pari al 40% dei costi eleggibili per la produzione di opere cinematografiche e audiovisive italiane. L'agevolazione è rivolta a imprese di produzione costituite come società di capitali con codice ATECO 59.11 e prevede un tetto massimo ordinario di 9.000.000 € per opera. Le domande per la sessione ordinaria sono aperte dal 18/06/2025 fino a esaurimento delle risorse.

Tax Credit Cinema: cos’è e cosa finanzia

Il Tax credit per la produzione cinematografica e audiovisiva è l'agevolazione fiscale disciplinata dall'art. 15 della Legge n. 220/2016 e attuata dal D.M. 10 luglio 2024, n. 225 (come modificato dal D.M. correttivo 22 aprile 2025, n. 141), con opzione transitoria per le opere disciplinate dal D.M. 4 febbraio 2021, n. 70. L'intervento sostiene la produzione di opere cinematografiche e audiovisive riconosciute di nazionalità italiana, incentivando gli investimenti industriali, lo sviluppo di nuovi autori e l'internazionalizzazione delle imprese del settore.

La dotazione finanziaria complessiva per la sessione 2025 ammonta a 60.000.000 €. L'agevolazione consiste nel riconoscimento di un credito d'imposta parametrato ai costi di produzione eleggibili sostenuti per la realizzazione dell'opera, utilizzabile esclusivamente in compensazione.

Chi può partecipare

  • Avere sede legale nello Spazio Economico Europeo (SEE);
  • Essere soggetti a tassazione in Italia per residenza fiscale o stabile organizzazione cui è riconducibile l'opera;
  • Essere costituiti come società di capitali con capitale sociale minimo interamente versato e patrimonio netto non inferiori a 40.000 € (ridotti a 10.000 € per cortometraggi e opere di ricerca e formazione);
  • Possedere classificazione ATECO J 59.11 (fatta eccezione per i produttori di videoclip);
  • Essere diversi da associazioni culturali e fondazioni senza scopo di lucro;
  • Essere in regola con gli obblighi previdenziali, fiscali, assicurativi e in materia di igiene e sicurezza sul lavoro, applicando i contratti collettivi nazionali di lavoro vigenti;
  • Non trovarsi in situazioni ostative alla contrattazione con la pubblica amministrazione e non avere procedure fallimentari o concorsuali di liquidazione in corso;
  • Operare nel rispetto del protocollo contro molestie e violenze nei luoghi di lavoro nel settore cine-audiovisivo;
  • Prevedere adeguate coperture assicurative sui rischi di produzione (materiale, interruzione lavorazione, infortuni, responsabilità civile);
  • Realizzare opere che posseggano la nazionalità italiana (provvisoria e definitiva);
  • Soddisfare i requisiti di eleggibilità culturale previsti dalla Tabella A (minimo 50/100 punti per opere di finzione, documentari e animazione, con almeno 35/70 punti nella sezione Contenuti per l'eleggibilità culturale preventiva o per lo sviluppo);
  • Garantire la fruizione dell'opera da parte di persone con disabilità attraverso sottotitoli e audiodescrizione.
Chi è escluso
  • Associazioni culturali e fondazioni senza scopo di lucro;
  • Soggetti con procedure fallimentari o concorsuali di liquidazione attive o cause ostative alla contrattazione con la P.A.;
  • Opere prive dei requisiti minimi di eleggibilità culturale o a cui non venga riconosciuta la nazionalità italiana;
  • Spese per opere già utilizzate per accedere a crediti d'imposta di altri Stati membri dell'Unione Europea.

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Quanto si ottiene

Aliquota ordinaria produttori indipendenti40% del costo eleggibile di produzione
Aliquota produttori non indipendenti e imprese non europee30% del costo eleggibile di produzione (fino a 5.000.000 € annui e max 15% delle risorse stanziate)
Limite massimo ordinario per opera9.000.000 €
Limite massimo per coproduzioni con risorse estere18.000.000 € (se almeno il 30% del costo è coperto da risorse estere)
Spese protocolli di sicurezza COVID-19100% fino a un massimo di 400.000 € per opera
Investimento massimo ammissibile della misura1.000.000.000 €
Dotazione finanziaria complessiva60.000.000 €

Spese ammesse e non ammesse

Spese ammesse

  • Spese per acquisto di beni e servizi da persone fisiche e giuridiche fiscalmente residenti in Italia;
  • Spese sostenute sul territorio italiano da imprese residenti o con stabile organizzazione/filiale stabilita in Italia soggetta a tassazione;
  • Spese verso persone fisiche fiscalmente non residenti ma soggette a tassazione in Italia per lo specifico reddito generato;
  • Spese per l'acquisto di beni e servizi da persone fisiche o imprese residenti in altri Paesi SEE, fino al limite massimo del 20% del costo complessivo di produzione;
  • Costi 'sopra la linea' (soggetto, sceneggiatura, regia, attori principali), ammissibili complessivamente fino a un massimo del 30% del costo complessivo di produzione;
  • Costi di sviluppo e acquisto diritti (soggetto, sceneggiatura, adattamenti, diritti musicali e altri diritti);
  • Spese di cast artistico (attori secondari, restante cast artistico);
  • Spese di pre-produzione e produzione (reparto regia, scenografia, teatri, location, costumi, fotografia, trasporti, noleggi tecnici);
  • Spese per l'adozione di protocolli atti a ridurre l'impatto ambientale;
  • Spese per lavorazioni di animazione (storyboard, layout, modellazione, lighting, doppiaggio, software/hardware);
  • Spese di post-produzione e lavorazioni tecniche (laboratori, montaggio, missaggio, effetti visivi e sonori, musiche);
  • Spese per consentire la fruizione a persone con disabilità (sottotitoli e audiodescrizione);
  • Costi amministrativi e commerciali direttamente imputabili all'opera (amministrazione, promozione e marketing);
  • Oneri finanziari, assicurativi e di garanzia direttamente imputabili, ammissibili complessivamente fino a un massimo del 7,5% del costo complessivo di produzione;
  • Spese per protocolli di sicurezza COVID-19 (inclusi tamponi e assicurazioni), agevolabili al 100% fino a 400.000 € per opera.

Spese non ammesse

  • Producer's fees (compenso per la produzione) imputabili solo nel costo complessivo fino al 7,5% ma non eleggibili;
  • Spese generali dell'impresa e deferrals delle spese generali (imputabili solo nel costo complessivo fino al 7,5% ma non eleggibili);
  • Imprevisti;
  • Altri deferrals e contributi in servizi;
  • Spese già rendicontate o utilizzate per accedere a crediti d'imposta in altri Stati membri dell'Unione Europea.

Scadenze e tempistiche

  1. 18/06/2025Apertura presentazione domande: Apertura della sessione sia per le richieste ordinarie sia per la disciplina transitoria su piattaforma DGCOL.
  2. 28/07/2025Chiusura sessione Disciplina Transitoria: Termine per la presentazione delle domande che ricadono sotto il D.M. 4 febbraio 2021, n. 70.
  3. Chiusura sessione ordinariaA sportello, fino ad esaurimento delle risorse complessive stanziate (data comunicata con successivo avviso).
  4. Termine presentazione richiesta preventivaNon prima di 60 giorni antecedenti l'avvio di 4 settimane consecutive di riprese (o del 50% delle giornate di ripresa).
  5. Verifica avvio ripreseEntro 120 giorni dall'invio della domanda preventiva, dimostrazione di effettivo avvio riprese (UNILAV, agibilità, 5 minuti di girato).
  6. Termine presentazione richiesta definitivaEntro 180 giorni dalla conferma di classificazione/nulla osta ovvero da prima diffusione per opere di ricerca e formazione/videoclip, ed entro 24 mesi dalla domanda preventiva (12 mesi per cortometraggi, 36 mesi per animazione).

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Come presentare la domanda

  1. Registrazione e accessoAccedere alla piattaforma telematica DGCOL della Direzione Generale Cinema e Audiovisivo del Ministero della Cultura mediante le credenziali previste dal portale.
  2. Scelta del percorso e compilazioneSelezionare la linea di intervento (richiesta ordinaria ai sensi del D.M. n. 225/2024 o disciplina transitoria D.M. n. 70/2021) e compilare la domanda preventiva o definitiva inserendo i dati dell'opera, il piano di lavorazione e il piano finanziario.
  3. Allegazione documentazione e certificazioneAllegare i contratti con gli autori, le autodichiarazioni di possesso requisiti, la richiesta o attestazione di nazionalità italiana e, in sede definitiva, la certificazione contabile firmata digitalmente da un revisore legale iscritto da almeno tre anni al Registro.
  4. Pagamento spese e invioEffettuare il versamento delle spese istruttorie previste (o allegare quietanza precedente per le sostituzioni di domande 2024 in transitoria), firmare digitalmente e trasmettere la pratica telematicamente.

Come vengono selezionate le domande

La procedura è a sportello valutativo fino a esaurimento delle risorse stanziate. La DG Cinema e Audiovisivo verifica l'ammissibilità formale, la sussistenza dei requisiti soggettivi dell'impresa, il riconoscimento della nazionalità italiana provvisoria/definitiva e il superamento del test di eleggibilità culturale previsto dalla Tabella A. L'esito viene comunicato entro 60 giorni dalla chiusura della sessione o dalla ricezione dell'istanza.

Erogazione e obblighi

Il credito d'imposta è utilizzabile esclusivamente in compensazione tramite modello F24 telematico a decorrere dal giorno 10 del mese successivo alla comunicazione di riconoscimento da parte della DG Cinema e a seguito del sostenimento ed effettivo pagamento delle spese. In caso di domanda preventiva e definitiva, il 40% del credito è fruibile all'approvazione della preventiva e il saldo all'approvazione della definitiva (100% all'approvazione in caso di sola definitiva). Il beneficiario è obbligato a: reinvestire l'80% del credito riconosciuto entro 5 anni dal via libera definitivo in opere italiane o beni produttivi; apporre il logo del Ministero della Cultura nei titoli e promozionali; depositare una copia dell'opera presso la Cineteca Nazionale. L'agevolazione è revocata con recupero delle somme e sanzioni in caso di mancato rispetto degli obblighi o decadenza dei requisiti culturali e di nazionalità.

Regime di aiuto: Aiuti a favore delle opere audiovisive ai sensi dell'art. 54 del Regolamento (UE) n. 651/2014 (GBER). L'intensità d'aiuto pubblica complessiva non può superare di norma il 50% dei costi dell'opera (elevabile al 60% per determinate produzioni transfrontaliere e fino al 100% per opere difficili, opere con costo inferiore a 2.500.000 € o coproduzioni con Paesi DAC).

Cumulabilità: I crediti d'imposta sono cumulabili con altre misure di sostegno pubblico all'audiovisivo nel rispetto dei massimali di intensità d'aiuto previsti (50%, 60% o 100% a seconda della fattispecie). Le spese rendicontate non devono essere state impiegate per accedere a crediti d'imposta erogati da altri Stati membri dell'Unione Europea.

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Tax Credit Cinema: domande frequenti

Chi può partecipare al bando Tax Credit Cinema?

Possono accedere al beneficio le imprese di produzione cinematografica e audiovisiva con sede legale nello Spazio Economico Europeo e tassazione in Italia, costituite come società di capitali con capitale sociale versato e patrimonio netto pari ad almeno 40.000 € (10.000 € per cortometraggi e opere di ricerca e formazione). È obbligatorio possedere la classificazione ATECO J 59.11 (salvo che per i produttori di videoclip), applicare i CCNL vigenti ed essere in regola con gli adempimenti previdenziali, fiscali e di sicurezza sul lavoro.

Quanto si ottiene con il Tax Credit Cinema e quale quota è a fondo perduto?

L'agevolazione non è un contributo a fondo perduto ma un credito d'imposta da utilizzare in compensazione tramite F24. L'aliquota ordinaria per i produttori indipendenti è pari al 40% del costo eleggibile di produzione dell'opera (30% per i produttori non indipendenti e imprese non europee), con un massimale per opera di norma fissato a 9.000.000 €, elevabile fino a 18.000.000 € se almeno il 30% del costo è finanziato da risorse provenienti da Paesi al di fuori dell'Italia.

Quali spese sono ammesse nel Tax Credit Cinema?

Sono ammissibili i costi di sviluppo, riprese, lavorazione tecnica e post-produzione sostenuti in Italia o verso soggetti residenti fiscalmente in Italia, nonché spese in altri Paesi dello Spazio Economico Europeo fino al 20% del costo di produzione. I costi 'sopra la linea' (soggetto, regia, attori principali) sono ammessi fino a un tetto del 30% del costo complessivo dell'opera, mentre oneri finanziari, legali e assicurativi sono ammessi fino al 7,5%. Le spese per l'adozione di misure di prevenzione COVID-19 sono agevolabili al 100% fino a un massimo di 400.000 €.

Quando scade il bando Tax Credit Cinema e da quando si presenta la domanda?

La sessione di presentazione domande è stata aperta il 18/06/2025. Per la sessione ordinaria le domande si presentano a sportello fino a esaurimento delle risorse complessive, mentre per la finestra della disciplina transitoria (D.M. n. 70/2021) il termine finale era fissato al 28/07/2025. Inoltre, le domande preventive vanno trasmesse non prima di 60 giorni dall'avvio delle 4 settimane consecutive di riprese (o del 50% della lavorazione).

Come si presenta la domanda per il Tax Credit Cinema?

La domanda deve essere presentata esclusivamente per via telematica attraverso la piattaforma DGCOL del Ministero della Cultura. La procedura prevede a scelta l'inoltro di una richiesta preventiva seguita da una richiesta definitiva, oppure l'invio diretto della sola richiesta definitiva a ultimazione dell'opera. È necessario allegare la documentazione sui requisiti, i contratti con gli autori e la certificazione rilasciata da un revisore legale iscritto al Registro.

Come vengono scelte le domande per il Tax Credit Cinema?

L'assegnazione avviene mediante verifica dell'ammissibilità formale e rispondenza ai criteri previsti dalla norma, fino a capienza delle risorse disponibili. Le opere devono superare il test di eleggibilità culturale della Tabella A ottenendo un punteggio minimo di 50/100 (con almeno 35 punti sui contenuti) e ottenere il riconoscimento della nazionalità italiana rilasciato dalla Direzione Generale Cinema e Audiovisivo.

Quando arrivano i soldi del Tax Credit Cinema?

Il beneficio consiste in un credito d'imposta che matura a seguito dell'esito positivo dell'istruttoria della DG Cinema e Audiovisivo ed è fruibile dal giorno 10 del mese successivo a quello della comunicazione. In caso di richiesta preventiva, il 40% del credito spettante è utilizzabile in compensazione dopo l'approvazione della domanda preventiva, mentre il saldo viene riconosciuto e sbloccato all'approvazione della richiesta definitiva.

Il beneficio del Tax Credit Cinema va restituito?

Il credito d'imposta non è un prestito e non va restituito se vengono adempiute tutte le condizioni. Tuttavia, scatta la revoca con recupero integrale dell'importo fruito maggiorato di sanzioni e interessi legali in caso di mancato riconoscimento definitivo della nazionalità italiana o dell'eleggibilità culturale, violazione dell'obbligo di reinvestimento dell'80% del credito entro 5 anni o presentazione di dichiarazioni mendaci.

Il Tax Credit Cinema è cumulabile con altri aiuti e rientra nel de minimis?

La misura non rientra nel regime de minimis, ma opera in esenzione aiuti di Stato ai sensi dell'art. 54 del Regolamento (UE) n. 651/2014 (GBER). Il credito d'imposta è cumulabile con altri aiuti pubblici a condizione che l'intensità complessiva dell'aiuto non superi il 50% del costo dell'opera (tetto innalzabile al 60% per opere transfrontaliere e al 100% per opere difficili, a basso budget o coproduzioni con Paesi DAC). Non è cumulabile sulle medesime spese con tax credit di altri Stati UE.

Il credito d'imposta maturato con il Tax Credit Cinema può essere ceduto a terzi?

Sì, ai sensi dell'art. 9 del D.M. 4 febbraio 2021, n. 70, i crediti d'imposta sono cedibili dal beneficiario a intermediari bancari, finanziari e assicurativi sottoposti a vigilanza prudenziale. Il cessionario può utilizzare il credito esclusivamente in compensazione dei propri debiti fiscali e contributivi tramite modello F24 telematico a partire dal giorno 10 del mese successivo all'accettazione della cessione da parte della DG Cinema e Audiovisivo.

In cosa consiste l'obbligo di reinvestimento del credito d'imposta?

Il produttore che ottiene il credito d'imposta ha l'obbligo di reinvestire almeno l'80% del valore del beneficio ottenuto entro 5 anni dalla data di riconoscimento definitivo. Il reinvestimento può riguardare lo sviluppo, produzione o distribuzione di opere audiovisive italiane, oppure l'acquisto di beni materiali e immateriali funzionali all'attività di produzione audiovisiva o il rafforzamento patrimoniale dell'impresa.

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Fonti e metodo

Scheda redatta da Bandio sulle fonti ufficiali di Ministero della Cultura, con verifica di Luca Olovrap il 26/10/2026. Le informazioni non sostituiscono il bando ufficiale: prima di presentare la domanda controlla sempre i documenti dell’ente. Hai trovato un errore? Segnalacelo.

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