Legge 181 2026: requisiti, importi e scadenza
Verificato sulla fonte ufficiale il 19/10/2026 · Revisione di Luca Olovrap
La Legge 181/89 finanzia programmi di investimento produttivo e di tutela ambientale per rilanciare le aree colpite da crisi industriale complessa e non complessa. L'agevolazione copre fino al 75% della spesa complessiva mediante una combinazione di finanziamento agevolato (almeno il 20%) e contributi a fondo perduto, a fronte di investimenti minimi di 1.000.000 € (400.000 € per singola impresa in rete). Lo sportello è aperto e le domande si presentano online sul portale di Invitalia in continuo o secondo gli avvisi specifici di area.
Legge 181: cos’è e cosa finanzia
La Legge 181/89 è lo strumento agevolativo nazionale, promosso dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) e gestito da Invitalia, istituito per rilanciare l'economia e salvaguardare i livelli occupazionali nei territori riconosciuti come aree di crisi industriale complessa e non complessa.
La misura sostiene la realizzazione di programmi organici e funzionali di investimento produttivo o per la tutela ambientale, a cui possono affiancarsi progetti complementari di innovazione di processo e dell'organizzazione (fino al 40% del totale), formazione del personale (fino al 20%) e progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale (questi ultimi ammessi solo se i programmi produttivi o ambientali superano i 5 milioni di euro).
La disciplina applicabile è aggiornata dalla Circolare direttoriale n. 2006 del 05/09/2025, che definisce requisiti, modalità di calcolo del rating, criteri di valutazione e iter di erogazione in attuazione del D.M. 24 marzo 2022.
Chi può partecipare
- Essere costituite in forma di società di capitali, comprese società cooperative e società consortili;
- Essere regolarmente costituite e iscritte nel Registro delle Imprese (le società estere devono dimostrare la disponibilità di almeno una sede in Italia alla richiesta della prima erogazione);
- Trovarsi nel pieno e libero esercizio dei propri diritti civili, non essere in liquidazione volontaria e non essere sottoposte a procedure concorsuali;
- Trovarsi in regime di contabilità ordinaria;
- Essere in regola con gli obblighi contributivi (DURC) e con la normativa edilizia, urbanistica, del lavoro, di prevenzione infortuni e salvaguardia ambientale;
- Non rientrare tra coloro che hanno ricevuto e non rimborsato aiuti dichiarati illegali o incompatibili dalla Commissione europea (clausola Deggendorf);
- Aver restituito eventuali agevolazioni per le quali sia stato disposto un ordine di recupero dal Ministero;
- Non risultare 'imprese in difficoltà' ai sensi del Regolamento GBER;
- Non aver effettuato delocalizzazioni verso l'unità produttiva nei 2 anni precedenti la domanda e impegnarsi a non delocalizzare nei 2 anni successivi all'ultimazione (per aiuti ex art. 14 GBER);
- Ubicare il programma di investimento in unità produttive situate nei Comuni ricadenti nelle aree di crisi industriale complessa o non complessa;
- Garantire un programma occupazionale con effettivo incremento degli addetti (espressi in ULA rispetto ai 12 mesi antecedenti), da completare entro 12 mesi dalla fine degli investimenti, assumendo in via prioritaria lavoratori del territorio in CIG, mobilità, disoccupati da licenziamento collettivo o legati a tavoli di crisi;
- Rispettare una spesa ammissibile minima di 1.000.000 € (o almeno 400.000 € a singola impresa nel caso di contratti di rete da 3 a 6 imprese);
- Apportare una copertura finanziaria priva di sostegno pubblico pari ad almeno il 25% delle spese ammissibili (per aiuti a finalità regionale ex art. 14 GBER);
- Mantenere i beni agevolati nell'area di crisi per almeno 5 anni dall'ultimazione del programma (ridotti a 3 anni per le PMI).
- Imprese i cui legali rappresentanti o amministratori abbiano condanne definitive ostative ai sensi del codice dei contratti pubblici;
- Imprese destinatarie di sanzioni interdittive ex D.Lgs. 231/2001 o interdittiva antimafia;
- Imprese che partecipano a più di un contratto di rete richiedente l'agevolazione o che presentano domanda autonoma contestualmente alla rete;
- Attività economiche legate alle miniere di carbone non competitive;
- Attività manifatturiere nei settori siderurgia, lignite e banda larga nei casi previsti dai divieti del Regolamento GBER;
- Intermediazione per servizi di alloggio (codice ATECO 55.4) e intermediazione per l'edizione di software (nell'ambito ATECO 58.2);
- Impianti di produzione energia da fonti rinnovabili o cogenerazione che costituiscano un autonomo programma o che superino il 30% dell'investimento ammissibile (salvo imprese con codice primario ATECO 35.12);
- Mezzi di trasporto nell'ambito della divisione ATECO 52.
Quanto si ottiene
| Copertura massima complessiva delle agevolazioni | Fino al 75% delle spese ammissibili (somma di finanziamento e contributi a fondo perduto) |
|---|---|
| Quota minima finanziamento agevolato | Non inferiore al 20% degli investimenti ammissibili |
| Durata finanziamento agevolato | Massimo 10 anni oltre a preammortamento massimo di 3 anni |
| Tasso di interesse finanziamento | 20% del tasso di riferimento UE vigente alla concessione (con maggiorazione base di 100 pb) |
| Contributo consulenze per sole PMI | Massimo 50% in ESL entro il limite del 5% del totale investimento produttivo |
| Investimento minimo per programma ordinario | 1.000.000 € |
| Investimento minimo per singola impresa in contratto di rete | 400.000 € |
| Quota minima a carico del beneficiario | Almeno il 25% dell'investimento con risorse proprie o prive di sostegno pubblico (art. 14 GBER) |
| Soglia per Accordi di sviluppo | Importo complessivo pari o superiore a 10.000.000 € |
| Premialità Rating di legalità | +3% sul punteggio complessivo di ammissibilità |
Spese ammesse e non ammesse
Spese ammesse
- Suolo aziendale e sue sistemazioni, nel limite massimo del 10% dell'investimento complessivo agevolabile;
- Opere murarie, assimilate e infrastrutture specifiche: limite fino al 70% per attività turistiche e gestione porti turistici; massimo 40% per le altre attività economiche;
- Macchinari, impianti ed attrezzature varie, inclusi impianti a fonti rinnovabili o cogenerazione destinati all'autoconsumo entro il 30% dell'investimento complessivo (e attrezzature presso terzi entro il limite del 20% del relativo capitolo);
- Programmi informatici e servizi TIC dedicati esclusivamente all'utilizzo dei macchinari e impianti produttivi;
- Immobilizzazioni immateriali (brevetti, licenze, know-how; per le grandi imprese ammissibili fino al 50% dell'investimento ammissibile complessivo);
- Beni strumentali materiali e immateriali funzionali alla trasformazione 'Transizione 4.0' (tra cui AI, Blockchain, IoT);
- Servizi di consulenza connessi al programma produttivo per le sole PMI (entro il 5% dell'investimento);
- Costi di investimento per la tutela ambientale conformi agli articoli 36, 38, 38-bis, 41, 45 e 47 del Regolamento GBER (efficientamento edifici e FER ammessi entro il 30% del programma ambientale);
- Progetti complementari di innovazione organizzativa e di processo: personale dipendente (tecnici, ricercatori), strumenti nuovi, ricerca contrattuale, brevetti, consulenze, spese generali e materiali;
- Progetti complementari per la formazione del personale: spese di docenti/formatori interni, costi di esercizio direttamente connessi (viaggio, vitto, alloggio, materiali) e consulenze formative;
- Progetti complementari di ricerca industriale e sviluppo sperimentale: personale dipendente, strumenti e attrezzature, ricerca contrattuale/brevetti e costi generali forfettari pari al 20% dei costi diretti.
Spese non ammesse
- Beni acquisiti con locazione finanziaria, leasing o lease-back;
- Investimenti di mera sostituzione di impianti, macchinari e attrezzature;
- Spese effettuate, in tutto o in parte, mediante contratto 'chiavi in mano';
- Spese relative a commesse interne;
- Macchinari, impianti e attrezzature usati (salvo nell'ambito dell'acquisizione di attivi di uno stabilimento);
- Spese di funzionamento, spese notarili, scorte, imposte e tasse;
- IVA recuperabile;
- Spese per l'acquisto del terreno e lavori preparatori (inclusi permessi) sostenute prima della presentazione della domanda;
- Studi di fattibilità sostenuti prima della domanda;
- Automezzi, tranne quelli specificamente attrezzati per l'attività prevista dal piano;
- Singoli titoli di spesa di importo inferiore a 500,00 € al netto di IVA;
- Compravendita di beni (suolo, immobili, software, immateriali) tra imprese collegate/controllate ex art. 2359 c.c. o partecipate per almeno il 25% dai medesimi soggetti nei 24 mesi precedenti.
Scadenze e tempistiche
- Presentazione della domandaApertura a sportello secondo la pubblicazione degli avvisi per le aree non complesse o secondo i singoli Accordi di programma per le aree complesse
- Istruttoria delle domandeAdozione della delibera di concessione entro 90 giorni dalla presentazione o dal perfezionamento della domanda
- Controdeduzioni preavviso di rigettoTermine perentorio di 10 giorni dalla ricezione dei motivi ostativi ex art. 10-bis L. 241/90
- Integrazioni documentali per stipula contrattiEntro 30 giorni dalla ricezione della delibera di concessione (prorogabile fino a massimo ulteriori 60 giorni su richiesta motivata)
- Stipula contratti di finanziamento e contributoEntro 30 giorni dalla ricezione della documentazione completa da parte dell'impresa
- Richiesta anticipazione (facoltativa)Entro 4 mesi dalla stipula del primo contratto (per ottenere fino al 25% con fideiussione)
- Presentazione permessi e titoli abilitativiEntro massimo 12 mesi dalla delibera di concessione e comunque in occasione della prima richiesta di erogazione
- Ultimazione del programma di investimentiEntro 36 mesi dalla data di stipula dei contratti di finanziamento (prorogabile fino a 12 mesi su richiesta motivata)
- Presentazione ultimo SALEntro 3 mesi dalla data di ultimazione del programma di investimento
- Documentazione finale per svincolo ritenutaEntro 6 mesi dall'erogazione del SAL conclusivo per licenze, agibilità e avvio attività
- Completamento programma occupazionaleEntro 12 mesi dalla data di ultimazione degli investimenti (prorogabile per un massimo di ulteriori 12 mesi)
Come presentare la domanda
- Accesso alla piattaformaAccedere all'area riservata del sito www.invitalia.it autenticandosi con credenziali digitali (SPID, CNS o CIE) e abilitare il profilo della società richiedente.
- Compilazione del piano d'impresaCompilare per via telematica il piano d'impresa inserendo dati societari, descrizione dell'iniziativa, analisi di mercato, aspetti tecnico-organizzativi, economico-finanziari e cronoprogramma.
- Predisposizione degli allegati tecniciFar redigere da un tecnico abilitato indipendente la Relazione tecnica asseverata (su regolarità edilizia, congruità dei costi e capacità produttiva) e raccogliere statuto, atto costitutivo e dichiarazioni sostitutive.
- Firma digitaleFirmare digitalmente la domanda di agevolazione, il piano d'impresa e tutte le dichiarazioni sostitutive di atto notorio a cura del legale rappresentante o procuratore speciale.
- Trasmissione e rilascio protocolloInviare telematicamente la domanda tramite la piattaforma informatica di Invitalia e scaricare la ricevuta attestante l'assegnazione del protocollo elettronico.
Come vengono selezionate le domande
La selezione avviene mediante procedura valutativa 'a sportello' secondo l'ordine cronologico di presentazione delle domande (ex D.Lgs. 123/1998) fino a esaurimento delle risorse finanziarie. Per gli interventi disciplinati da specifici Accordi di programma o avvisi dedicati può essere prevista l'istruttoria a graduatoria di merito. L'istruttoria verifica i requisiti formali e prevede una valutazione di merito su: credibilità societaria/manageriale, fattibilità tecnica e cantierabilità, programma occupazionale, attendibilità di mercato e sostenibilità economico-finanziaria, con punteggi minimi di sbarramento. Le domande relative a programmi con spese ammissibili pari o superiori a 10.000.000 € e rilevante impatto occupazionale possono accedere agli Accordi di sviluppo con corsia istruttoria prioritaria.
Erogazione e obblighi
L'erogazione avviene a stati di avanzamento lavori (massimo 5 SAL), ciascuno non inferiore al 15% della spesa complessiva (ad eccezione dell'ultimo). È possibile richiedere un'anticipazione fino al 25% dell'agevolazione concessa entro 4 mesi dalla stipula dei contratti, previa fideiussione bancaria o polizza assicurativa. Su ogni erogazione di contributo a fondo perduto viene applicata una ritenuta del 10% a garanzia, liquidata entro 15 giorni dopo l'esito positivo della verifica finale in loco. I pagamenti devono avvenire da un conto corrente dedicato. Vige l'obbligo di mantenere i beni agevolati e l'attività nell'area di crisi per almeno 5 anni (3 anni per le PMI) dall'ultimazione, trasmettere dichiarazioni semestrali di non distrazione, completare il programma occupazionale e non scostarsi di oltre il 10% dal target occupazionale, a pena di revoca parziale o totale e restituzione delle somme con interessi legali.
Regime di aiuto: Regolamento (UE) n. 651/2014 (GBER), con particolare riferimento agli articoli 14 (aiuti a finalità regionale), 17 (investimenti PMI), 18 (consulenze PMI), 25 (R&S), 29 (innovazione dei processi), 31 (formazione) e 36-47 (tutela ambientale). È ammessa l'applicazione in alternativa del Regolamento de minimis.
Cumulabilità: Le agevolazioni non sono cumulabili per le medesime spese con altri aiuti di Stato, inclusi quelli concessi a titolo di 'de minimis', ad eccezione di quelli ottenuti esclusivamente sotto forma di benefici fiscali e misure di garanzia, sempre nel rispetto delle intensità massime di aiuto previste dal Regolamento GBER.
Documenti ufficiali
Legge 181: domande frequenti
Chi può partecipare alla Legge 181?
Possono partecipare le società di capitali, comprese le cooperative e le società consortili, regolarmente costituite e iscritte al Registro delle Imprese, in regime di contabilità ordinaria. Sono ammesse anche le reti di imprese costituite da 3 a 6 soggetti. Le unità produttive destinatarie dell'investimento devono essere obbligatoriamente ubicate nei territori dei Comuni ricadenti nelle aree di crisi industriale complessa o non complessa.
Quanto si ottiene e quale quota è a fondo perduto con la Legge 181?
L'agevolazione complessiva può coprire fino al 75% della spesa ammissibile, combinando un finanziamento a tasso agevolato (non inferiore al 20% dell'investimento) con un contributo in conto impianti a fondo perduto ed eventuale contributo diretto alla spesa. Per le sole PMI, le spese di consulenza sono agevolabili a fondo perduto fino al 50%. L'effettiva quota a fondo perduto varia in funzione della localizzazione, della dimensione aziendale e delle intensità massime ammesse dalla Carta degli aiuti di Stato a finalità regionale e dal Regolamento GBER.
Quali spese sono ammesse dalla Legge 181?
Sono ammessi gli investimenti in attivi materiali e immateriali avviati dopo la presentazione della domanda: acquisto suolo (massimo 10%), opere murarie e infrastrutture (fino al 40%, o al 70% per turismo e porti), macchinari, impianti, attrezzature e tecnologie Transizione 4.0. Rientrano anche impianti fotovoltaici/cogenerativi per autoconsumo (fino al 30%) e consulenze per PMI (fino al 5%). Possono inoltre essere agevolati progetti complementari per innovazione di processo (max 40%), formazione (max 20%) e ricerca e sviluppo.
Quando scade e da quando si presenta la domanda per la Legge 181?
La Legge 181/89 opera tramite sportelli attivati con appositi avvisi del MIMIT o specifici Accordi di programma per ciascuna area di crisi industriale. Non esiste un'unica scadenza nazionale perentoria: per gli sportelli aperti le domande si presentano fino a esaurimento fondi, mentre per i bandi specifici i termini iniziali e finali vengono fissati dai singoli decreti territoriali.
Come si presenta la domanda per la Legge 181?
La domanda deve essere compilata e trasmessa esclusivamente online attraverso la piattaforma informatica sul portale www.invitalia.it. È necessario disporre di identità digitale (SPID, CIE o CNS) e firma digitale per il legale rappresentante. Alla domanda vanno allegati il piano d'impresa, la perizia asseverata di un tecnico iscritto all'albo, lo statuto, l'atto costitutivo e le autodichiarazioni su requisiti e antimafia.
Come vengono scelte le domande per la Legge 181?
La selezione avviene con procedura valutativa a sportello, seguendo l'ordine cronologico di invio delle istanze fino all'esaurimento della dotazione disponibile. L'istruttoria comprende la verifica dei requisiti formali e una valutazione di merito su solidità economico-finanziaria, fattibilità tecnica, credibilità del team e ricadute occupazionali; se previsto dai singoli Accordi territoriali, la procedura può svolgersi a graduatoria.
Quando arrivano i soldi della Legge 181?
L'impresa può richiedere un anticipo fino al 25% dell'agevolazione concessa entro 4 mesi dalla stipula del contratto, presentando fideiussione bancaria o polizza assicurativa. Le successive erogazioni avvengono a rimborso su massimo 5 stati di avanzamento lavori (SAL), ciascuno pari ad almeno il 15% delle spese. La liquidazione avviene entro 30 giorni dalla verifica documentale, mentre la ritenuta del 10% a garanzia sul fondo perduto viene versata a seguito del collaudo finale.
Il contributo della Legge 181 va restituito?
Il finanziamento agevolato deve essere restituito semestralmente secondo il piano di ammortamento decennale a quote costanti, con rate scadenti il 30 giugno e il 31 dicembre, oltre al pagamento degli interessi di preammortamento. I contributi in conto impianti a fondo perduto non vanno rimborsati, purché l'impresa rispetti tutti gli impegni, compresi l'obbligo di non alienazione dei beni per 3 o 5 anni e il target occupazionale previsto.
La Legge 181 è cumulabile con altri aiuti e rientra nel de minimis?
Le agevolazioni della Legge 181/89 sono concesse prevalentemente in esenzione GBER e non sono cumulabili, sulle stesse spese ammissibili, con altri aiuti di Stato o aiuti a titolo de minimis. Il cumulo è consentito esclusivamente con misure di carattere generale quali benefici fiscali o strumenti di garanzia pubblica, fermo restando il rispetto delle intensità massime di aiuto stabilite dal Regolamento europeo.
Cosa sono gli Accordi di sviluppo previsti dalla Legge 181?
I programmi di investimento con spese ammissibili pari o superiori a 10.000.000 € e con un significativo impatto occupazionale possono accedere a un Accordo di sviluppo tra impresa, Ministero, Invitalia e Regioni interessate. L'accesso richiede la dimostrazione di rilevanza strategica (attrazione di investimenti esteri, coerenza con la strategia di specializzazione intelligente o elevati standard ambientali) e garantisce una trattazione istruttoria dedicata e prioritaria.
Quali sono i vincoli da rispettare sull'occupazione?
Il progetto deve prevedere un incremento occupazionale netto in termini di ULA rispetto ai 12 mesi precedenti la domanda, da realizzare entro 12 mesi dall'ultimazione dei lavori. I neoassunti devono essere attinti in via prioritaria dai lavoratori residenti nell'area di crisi percettori di ammortizzatori sociali (CIG), liste di mobilità o licenziati; scostamenti negativi superiori al 10% determinano una revoca parziale del contributo, mentre cali oltre il 50% comportano la revoca totale.
Bandi simili ancora aperti
Fonti e metodo
Scheda redatta da Bandio sulle fonti ufficiali di Invitalia, con verifica di Luca Olovrap il 19/10/2026. Le informazioni non sostituiscono il bando ufficiale: prima di presentare la domanda controlla sempre i documenti dell’ente. Hai trovato un errore? Segnalacelo.