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Contratto di sviluppo 2026: requisiti, importi e scadenza

Verificato sulla fonte ufficiale il 14/10/2026 · Revisione di Luca Olovrap

Il Contratto di sviluppo sostiene investimenti strategici di grandi dimensioni nei settori industriale, agroindustriale, turistico e di tutela ambientale, inclusi progetti per tecnologie pulite CISAF. Si rivolge a imprese italiane ed estere di ogni dimensione, singole o associate, con investimenti minimi a partire da 7,5 milioni o 20 milioni di euro. L'agevolazione offre contributi a fondo perduto e finanziamenti agevolati fino al 75% della spesa (con massimali fino a 350.000.000 € nel regime CISAF). Lo sportello è aperto a sportello senza scadenza prefissata, con aiuti CISAF concedibili fino al 31/12/2030.

Contratto di sviluppo: cos’è e cosa finanzia

Il Contratto di sviluppo è lo strumento agevolativo nazionale gestito da Invitalia per conto del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT), finalizzato a supportare programmi di investimento di rilevante impatto economico e strategico. Gli ambiti agevolati riguardano l'industria, l'agroindustria, il turismo e la tutela ambientale, con la possibilità di integrare connessi progetti di ricerca, sviluppo e innovazione.

Il quadro normativo fa riferimento all'articolo 43 del D.L. n. 112/2008, al D.M. 9 dicembre 2014 e alle successive modifiche e integrazioni (tra cui il D.M. 6 novembre 2024 e il D.M. 24 novembre 2025). Con il D.M. 24 novembre 2025 è stata introdotta l'applicazione della sezione 6 della disciplina CISAF (Clean Industrial Deal State Aid Framework), dedicata agli aiuti per la capacità produttiva nelle tecnologie a zero emissioni nette, nei loro componenti principali e nelle materie prime critiche.

La dotazione finanziaria complessiva non è specificata nella fonte generale, ma si articola in linee ordinarie e specifici stanziamenti di settore o PNRR. Per i programmi strategici con investimenti pari o superiori a 50 milioni di euro è prevista una specifica procedura accelerata («fast track») basata su Accordi di sviluppo.

Chi può partecipare

  • Essere imprese italiane o estere di qualunque dimensione (micro, piccole, medie o grandi imprese).
  • Presentare l'iniziativa come impresa proponente singola oppure in collaborazione con un massimo di 4 imprese aderenti, oltre a eventuali soggetti partecipanti ai progetti di R&S&I.
  • Rispettare la soglia minima di investimento del programma pari a 20.000.000 €, ridotta a 7.500.000 € per progetti di trasformazione di prodotti agricoli o per programmi turistici nelle aree interne o per il recupero di strutture dismesse.
  • Per i programmi turistici: i progetti dell'impresa proponente devono prevedere spese ammissibili minime non inferiori a 7.500.000 € (3.000.000 € nelle aree interne o per recupero/riqualificazione di strutture dismesse).
  • Avviare i progetti di investimento successivamente alla presentazione della domanda di agevolazione.
  • Garantire una copertura finanziaria minima del programma agevolato pari ad almeno il 25% delle spese ammissibili complessive mediante risorse proprie o finanziamento esterno privo di qualsiasi sostegno pubblico.
  • Non trovarsi in stato di impresa in difficoltà ai sensi degli orientamenti comunitari (per interventi CISAF).
  • Non aver effettuato delocalizzazioni verso l'unità produttiva nei due anni precedenti la domanda e impegnarsi a non delocalizzare nei due anni successivi al completamento del programma (requisito CISAF).
  • Mantenere gli investimenti nella zona interessata per almeno 5 anni (ridotti a 3 anni per le PMI) successivi al completamento del programma.
  • Assenza di rischi concreti che l'investimento abbia luogo o venga delocalizzato al di fuori dello Spazio Economico Europeo (SEE).
Chi è escluso
  • Imprese qualificate come imprese in difficoltà ai sensi della normativa europea sugli aiuti di Stato.
  • Imprese che hanno effettuato delocalizzazioni verso l'unità produttiva interessata nei 2 anni precedenti la domanda o che prevedono di delocalizzare nei 2 anni successivi.
  • Investimenti avviati prima della data di presentazione della domanda di agevolazione.
  • Attività commerciali nei programmi turistici che superino il 20% del totale degli investimenti da realizzare.
  • Domande presentate sullo sportello filiera automotive a decorrere dalle ore 12:00 del 06/08/2026 (sportello temporaneamente chiuso con D.D. 5 agosto 2026).
  • Domande presentate sullo sportello turismo a decorrere dalle ore 12:00 del 01/07/2025 (sportello temporaneamente chiuso con D.D. 23 giugno 2025).

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Quanto si ottiene

Investimento minimo standard di programma20.000.000 €
Investimento minimo ridotto (agroindustria/turismo aree interne o dismesse)7.500.000 €
Spesa minima proponente turismo standard7.500.000 €
Spesa minima proponente turismo aree interne/dismesse3.000.000 €
Copertura agevolativa massima complessiva (CISAF)Fino al 75% delle spese ammissibili (combinazione fondo perduto e finanziamento agevolato)
Quota minima a carico del beneficiario25% delle spese ammissibili (senza alcun sostegno pubblico)
Intensità base CISAF - Aree ordinarie15% delle spese ammissibili (massimo 150.000.000 € ESL per progetto)
Intensità base CISAF - Zone c Carta aiuti20% delle spese ammissibili (massimo 200.000.000 € ESL per progetto)
Intensità base CISAF - Zone a Carta aiuti35% delle spese ammissibili (massimo 350.000.000 € ESL per progetto)
Maggiorazione Piccole Imprese (CISAF)+20 punti percentuali
Maggiorazione Medie Imprese (CISAF)+10 punti percentuali

Spese ammesse e non ammesse

Spese ammesse

  • Attivi materiali e immateriali necessari per la produzione di beni o servizi ammessi.
  • Immobilizzazioni immateriali ammortizzabili, acquistate a condizioni di mercato da terzi non correlati, associate all'unità locale per almeno 5 anni (3 anni per PMI).
  • Spese per progetti di R&S e Innovazione calcolate in conformità agli allegati tecnici (inclusi costi generali forfettari) inerenti a tecnologie abilitanti (es. tecnologie di fabbricazione, quantistiche, IA, robotica, materiali avanzati, industrie circolari).
  • Programmi turistici: realizzazione di nuove strutture ricettive.
  • Programmi turistici: ampliamento di strutture ricettive esistenti con incremento della capacità ricettiva minima del 20%.
  • Programmi turistici: riqualificazione qualitativa per innalzamento della classificazione normativa della struttura ricettiva.
  • Programmi turistici: integrazione di nuovi servizi annessi e destagionalizzazione dell'offerta.
  • Programmi turistici: potenziamento di strutture polifunzionali e di attrattività (impianti a fune, comprensori sciistici, porti turistici, parchi tematici/acquatici, stabilimenti termali).
  • Programmi turistici: attività commerciali funzionali connesse, nel limite massimo del 20% dell'investimento complessivo.
  • Programmi turistici: progetti di innovazione dell'organizzazione o di processo, compresi processi di digitalizzazione della clientela.

Spese non ammesse

  • Spese sostenute per investimenti avviati prima dell'invio della domanda di agevolazione.
  • Spese per immobilizzazioni immateriali trasferite al di fuori della zona agevolata o non utilizzate principalmente nell'unità produttiva agevolata.
  • Spese per attivi immateriali acquistati da parti correlate o non a condizioni di mercato.
  • Spese per attività commerciali nei progetti turistici eccedenti il limite del 20% dell'investimento complessivo.
  • Investimenti che comportino rischi di delocalizzazione al di fuori del SEE o non mantenuti per il periodo vincolante stabilito (5 anni o 3 anni per le PMI).

Scadenze e tempistiche

  1. 15/11/2022Apertura sportello: Data iniziale di apertura indicata nella scheda generale
  2. 01/07/2025, ore 12:00Chiusura temporanea sportello turismo: Chiusura temporanea disposta con D.D. MIMIT 23 giugno 2025
  3. 06/08/2026, ore 12:00Chiusura temporanea sportello filiera automotive: Chiusura temporanea disposta con D.D. MIMIT 5 agosto 2026

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Come presentare la domanda

  1. Accesso alla piattaformaAccedere all'area riservata del portale ufficiale di Invitalia (invitalia-areariservata-fe.npi.invitalia.it) utilizzando le credenziali di autenticazione digitale previste dal sistema.
  2. Compilazione del piano di sviluppoInserire per via telematica i dati dell'impresa proponente, delle eventuali imprese aderenti (massimo 4) e dei dettagli tecnici ed economico-finanziari del programma di sviluppo.
  3. Predisposizione degli allegatiCaricare la documentazione tecnica e amministrativa prevista, inclusi i dati richiesti per il regime applicabile (es. Allegato III CISAF, piani di investimento e impegni sulla mancata delocalizzazione).
  4. Sottoscrizione e trasmissioneFirmare digitalmente la domanda di agevolazione e i relativi allegati da parte del legale rappresentante dell'impresa proponente e inviare l'istanza tramite la piattaforma online.

Come vengono selezionate le domande

Procedura a sportello con istruttoria valutativa formale e di merito curata da Invitalia. La valutazione verifica i requisiti di ammissibilità soggettiva, la sostenibilità economico-finanziaria dell'iniziativa, la validità industriale e la compatibilità con i regimi di aiuto applicabili. Per i programmi strategici di importo pari o superiore a 50.000.000 € o ricadenti nel Chips Act è prevista una procedura «fast track» con tempi di valutazione accelerati e la stipula di un Accordo di sviluppo tra Ministero, Invitalia e impresa.

Erogazione e obblighi

Le agevolazioni sono erogate da Invitalia a fronte delle spese sostenute, sulla base della modulistica e delle disposizioni di rendicontazione dell'Agenzia. L'impresa ha l'obbligo di garantire almeno il 25% dell'investimento con risorse proprie o terze non pubbliche, di mantenere i beni oggetto del programma nella sede agevolata per almeno 5 anni (3 anni per le PMI), di non delocalizzare l'attività nei due anni successivi al completamento e di rispettare le condizioni previste dai decreti di concessione a pena di revoca totale o parziale.

Regime di aiuto: Regimi richiamati dal D.M. 9 dicembre 2014 e ss.mm.ii.; Regolamento (UE) n. 651/2014 (GBER); Regolamento (UE) 2023/2831 (de minimis); disciplina CISAF (Comunicazione C(2025) 7600 final - Sezione 6) recepita con D.M. 24 novembre 2025; Quadro temporaneo di crisi e transizione (sezione 2.8); Regolamento (UE) 2023/1781 (Chips Act).

Cumulabilità: Le agevolazioni possono essere cumulate con altri aiuti di Stato o aiuti in regime de minimis, nonché con fondi dell'UE a gestione centrale, in relazione a costi ammissibili diversi. In caso di cumulo sulle stesse spese ammissibili, esso è consentito esclusivamente a condizione che non determini il superamento dell'intensità di aiuto o dell'importo massimo previsto dalla normativa applicabile.

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Contratto di sviluppo: domande frequenti

Chi può partecipare al Contratto di sviluppo?

Possono accedere al Contratto di sviluppo le imprese di qualunque dimensione, sia italiane che estere, attive nei settori industriale, agroindustriale, turistico o ambientale. L'iniziativa può essere proposta da un'impresa singola oppure da un soggetto proponente insieme a un massimo di 4 imprese aderenti, oltre a partner per eventuali progetti di ricerca e sviluppo.

Quanto si ottiene e quale quota è a fondo perduto con il Contratto di sviluppo?

Il Contratto di sviluppo offre agevolazioni sotto forma di contributi a fondo perduto (in conto impianti e alla spesa), finanziamenti agevolati e contributi in conto interessi. Nel regime CISAF la copertura massima arriva fino al 75% delle spese ammissibili, con intensità base tra il 15% e il 35% (maggiorabili di 10 punti per le medie e 20 per le piccole imprese) e tetti massimi di aiuto fino a 350.000.000 € per progetto a seconda della zona.

Quali spese sono ammesse dal Contratto di sviluppo?

Sono ammissibili le spese relative ad attivi materiali e immateriali necessari per la produzione di beni o servizi, nonché i costi per progetti di ricerca, sviluppo e innovazione tecnologica. Per i programmi turistici sono compresi la costruzione o l'ampliamento (+20% posti) di strutture ricettive, riqualificazioni di standard qualitativo, infrastrutture polifunzionali e attività commerciali connesse fino al 20% del totale.

Quando scade e da quando si presenta la domanda per il Contratto di sviluppo?

Lo sportello generale dello strumento risulta attivo e le agevolazioni nell'ambito della disciplina CISAF possono essere concesse fino al 31/12/2030. Si evidenzia tuttavia che specifici sportelli tematici risultano chiusi o sospesi, come lo sportello turismo (sospeso dal 01/07/2025) e lo sportello per la filiera automotive (sospeso dalle ore 12:00 del 06/08/2026).

Come si presenta la domanda per il Contratto di sviluppo?

La domanda deve essere presentata esclusivamente per via telematica tramite l'apposita piattaforma web nell'area riservata di Invitalia (invitalia-areariservata-fe.npi.invitalia.it). L'istanza e i piani allegati devono essere compilati online e firmati digitalmente dal legale rappresentante dell'impresa proponente prima dell'avvio degli investimenti.

Come vengono scelte le domande per il Contratto di sviluppo?

L'accesso avviene tramite procedura valutativa a sportello, con istruttoria condotta da Invitalia volta ad accertare la solidità economico-finanziaria, la coerenza tecnica e le ricadute occupazionali e industriali del programma. Per investimenti di importo pari o superiore a 50.000.000 € è attivabile la procedura accelerata «fast track» con sottoscrizione di un Accordo di sviluppo.

Quando arrivano i soldi del Contratto di sviluppo?

L'erogazione delle agevolazioni avviene a seguito della stipula del contratto di ammissione e secondo le modalità stabilite da Invitalia per la rendicontazione dei progetti ammessi. I pagamenti sono corrisposti per stati di avanzamento lavori (SAL) a fronte della presentazione dei giustificativi di spesa ammissibili sostenuti.

Il contributo del Contratto di sviluppo va restituito?

Le componenti concesse a titolo di contributo a fondo perduto (in conto impianti o alla spesa) non devono essere restituite, purché l'impresa rispetti tutti gli obblighi e i vincoli di permanenza dell'investimento. La parte concessa sotto forma di finanziamento agevolato va invece rimborsata secondo il piano di ammortamento previsto dal contratto.

Il Contratto di sviluppo è cumulabile con altri aiuti e rientra nel de minimis?

Lo strumento opera prevalentemente ai sensi del regolamento di esenzione GBER e del quadro temporaneo/CISAF, ma richiama anche il regime «de minimis» per specifiche tipologie di spesa (Regolamento UE n. 2023/2831). Gli aiuti sono cumulabili con altre misure pubbliche o fondi UE su costi differenti, oppure sugli stessi costi ammissibili a condizione di non oltrepassare le intensità di aiuto massime fissate dalle norme europee.

Cos'è la procedura «fast track» del Contratto di sviluppo?

È un iter di valutazione accelerato dedicato a investimenti strategici di importo pari o superiore a 50.000.000 € o che rientrano nel Chips Act. La concessione del sostegno è regolata da uno specifico accordo sottoscritto tra il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, Invitalia e l'impresa proponente, che ne fissa impegni, ricadute sulla filiera e impatti occupazionali.

Quali sono i vincoli di non delocalizzazione previsti dalla disciplina CISAF per il Contratto di sviluppo?

Per accedere agli aiuti CISAF, l'impresa richiedente non deve aver effettuato alcuna delocalizzazione verso la sede dell'investimento nei 2 anni precedenti la domanda e deve formalizzare l'impegno a non delocalizzare nei 2 anni successivi alla conclusione. Inoltre, l'investimento agevolato deve rimanere localizzato nell'area di progetto per almeno 5 anni, ridotti a 3 anni per le PMI.

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Fonti e metodo

Scheda redatta da Bandio sulle fonti ufficiali di Invitalia, con verifica di Luca Olovrap il 14/10/2026. Le informazioni non sostituiscono il bando ufficiale: prima di presentare la domanda controlla sempre i documenti dell’ente. Hai trovato un errore? Segnalacelo.

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